OTTOBRE | NOVEMBRE | DICEMBRE


Venerdì 7 ottobre ore 21.00

Teatri d’Imbarco

La leggenda del pallavolista volante

con Andrea Zorzi Beatrice Visibelli
testo e regia Nicola Zavagli
movimenti coreografici Giulia Staccioli

Dopo oltre 200 repliche nei teatri di tutta Italia, torna alle Spiagge lo spettacolo che rievoca i successi della generazione di fenomeni, a poche settimane dalla vittoria della nazionale maschile ai mondiali di pallavolo.

Lo sport incontra il teatro e si fa metafora della vita: Andrea Zorzi detto “Zorro” – il pallavolista due volte campione del mondo e tre volte campione europeo con l’indimenticabile Nazionale di Julio Velasco – sale sul palcoscenico nei panni di sé stesso e, grazie alla penna e alla regia di Nicola Zavagli, ci racconta la sua grande avventura. Attorno a lui, la verve esplosiva di Beatrice Visibelli disegna un paesaggio narrativo carico di ironica allegria, dando vita alla moltitudine di personaggi che hanno accompagnato la vita e la carriera di questo autentico mito dello sport italiano.

Un pallone sgualcito diventa il volante che il padre impugnava durante i molti chilometri percorsi nella sua vita d’autista. Le panche dello spogliatoio, dove ci si confrontava, si discuteva e si finiva spesso per litigare, si tramutano nel letto dove un adolescente febbricitante cresceva troppo e sognava di trovare una ragazza. Lo spazio del palco si trasforma in un campo da pallavolo, per rivivere le azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, le vittorie leggendarie e le sconfitte ancora brucianti. Un affresco teatrale dove la vicenda personale s’intreccia alla storia e al costume e la luminosa carriera di uno sportivo viaggia attraverso la cronaca e la storia di un Paese, dalla campagna veneta degli anni settanta fino ai nostri giorni.


Giovedì 13 ottobre ore 21.00

L’Effimero Meraviglioso

Due fratelli

di Fausto Paravidino
con Noemi MedasFederico Giaime NonnisLeonardo Tomasi
regia Maria Assunta Calvisi

Il testo, premio Riccione Teatro 1999, è stato l’esordio di un giovane Fausto Paravidino, drammaturgo ancora oggi presente con autorevolezza sulla scena teatrale e cinematografica.
Due fratelli rappresenta il malessere di una generazione in un periodo molto complesso per la storia italiana ma, a distanza di vent’anni, si possono ancora cogliere i segnali di disagio e disorientamento persistenti, se non per alcuni versi ingigantiti, nella società di oggi.
Una vicenda claustrofobica che si consuma fra le quattro pareti di una cucina dove due fratelli, Boris e Lev, e la loro coinquilina Erika, convivono attraverso i piccoli riti della quotidianità che celano tensioni, provocazioni, fino ad arrivare a violenze verbali e non solo. La mancanza di obiettivi e di un perché che possa dar senso alle loro vite si nasconde sotto dialoghi scarni, serrati, a volte illogici e apparentemente privi di senso. E questo è il loro dramma: da che parte va la loro vita? Che significato hanno i loro rapporti? Si amano? Si odiano?


Venerdì 28 e sabato 29 ottobre ore 21.00

Teatro dell’Elce

Uomini da poco

di Hans Petter Blad

regia Marco Di Costanzo 
con Domenico Cucinotta Stefano Parigi
traduzione Cristina Falcinella
suono Andrea Pistolesi
scene Eva Sgrò
costumi Laura Dondoli

Thomas è uno scrittore e un marito esemplare, una persona per bene. Finché, una sera, si rende responsabile dell’omicidio di una ragazza. In cerca d’aiuto, si rivolge all’amico Gregers, un avvocato rampante, il cui passatempo preferito è attaccare briga nei luoghi pubblici per farsi picchiare. Dall’idea di normalità che sembrava incarnare, Thomas si vede scaraventato nella schiera di assassini e stupratori che Gregers difende in aula e per cui l’avvocato prova una malcelata ammirazione. I due amici si recano nell’appartamento di Thomas per accertare la dinamica dell’accaduto, ma il corpo della ragazza è scomparso. E se la donna non fosse morta? Perché inventarsi allora una simile fantasia?
Il drammaturgo norvegese Hans Petter Blad ci accompagna nel dialogo vertiginoso e assurdo fra i due protagonisti, cercando di mettere in crisi le definizioni alle quali siamo più ancorati: chi è la gente per bene? Quella che non dimentica mai l’ombrello quando piove? E chi sono, invece, gli altri? “E il punto è che non capisci” – dice Thomas a Gregers – “che oltretutto avresti potuto trasformare un uomo innocente in un assassino”: e così, senza che se ne avvedano, quella che è solo un’idea diviene, per i due amici, un ineluttabile destino.


Giovedì 10 e venerdì 11 novembre ore 21.00

Officina Papage

Rebecca

tratto da La vita accanto di Maria Pia Veladiano

adattamento e regia Marco Pasquinucci 
con Marco Pasquinucci
voci di Ilaria Pardini, Cecilia Vecchio, Emanuele Niego, Caterina Simonelli

Dal romanzo vincitore del Premio Calvino 2010 e finalista del Premio Strega 2011 Officina Papage crea una storia in bilico tra un appassionante giallo e una lucida, tagliente poesia. Rebecca è una donna brutta, di quella bruttezza quasi oggettiva che non suscita nemmeno pietà. Ha tutti i pezzi al loro posto, ma ognuno appena più in là, o troppo lungo, o troppo corto, oppure più grande di quello che ci si aspetta. E poi, sente qualsiasi odore, come gli animali.
Una bambina, poi una donna, una storia, un segreto di famiglia inconfessabile. La narrazione avviene dal palcoscenico in una sala teatrale completamente al buio, dove il pubblico non è rivolto verso un’immagine, ma verso una voce. Quel buio “buono” che protegge Rebecca dal giudizio e le permette di abbandonarsi a una confessione delicata, voluta, necessaria. Rebecca sorride, parla con calma e sceglie le parole giuste. Anche al buio, hai la sensazione che ti guardi negli occhi. Rebecca racconta la sua vita con pazienza, cura, grazia. Rebecca non ha paura.


Sabato 19 novembre ore 21.00

Teatro del Carro

Spartacu strit viù 
Viaggio sulla S.S. 106 ispirato alla lotta di Franco Nisticò

testo Francesco Gallelli Luca Maria Michienzi  
regia Luca Maria Michienzi
con Francesco Gallelli
scene e costumi Anna Maria De Luca
disegno luci Luca Maria Michienzi

Conosciamo la strada che percorriamo tutti i giorni? E la strada di oggi è uguale a quella di ieri? È possibile che un mito della storia antica, come quello di Spartacus, abbia qualcosa in comune con uomini e donne del nostro tempo? E che la sua la lotta sia simile a quella di tanti nostri contemporanei, se non di noi stessi? Le domande potrebbero proseguire all’infinito. E allora, scendiamo sulla strada. Non una qualunque, la strada della morte: la SS 106 Jonica, che collega Reggio Calabria a Taranto. Una strada che diventa il pretesto per parlare di schiavitù, di sogni, di incontri umani, di paesaggi, di incidenti, di Beautiful, di mar Jonio, di lotta e di politica. La strada che Spartacu, contemporanea incarnazione dell’antico schiavo trace, si trova a percorrere ogni giorno per guadagnare quei pochi denari con cui spera di costruirsi un futuro. Il suo destino è legato a questo viaggio quotidiano sin da quando è piccolo. Lui su questa strada ci è nato e per questa strada si batterà tutta la vita. È così che le storie del nostro Spartacu e dell’eroe di epoca romana, che la leggenda vuole abbia compiuto le sue imprese proprio in Calabria, si incrociano; quella stessa strada percorsa anche da Franco Nisticò, politico che, dopo aver lottato per difendere i diritti di chi è costretto a percorre la statale 106 ogni giorno, perde la vita al termine di un comizio a Villa San Giovanni, nel dicembre 2009.


Sabato 3 dicembre ore 16.30

Il libro dei desideri

di Francesca Lumachi e Marina Calò

Temperino Rosso Edizioni

Laboratorio / Animazione alla lettura dal ‘Libro dei desideri’ 
Per bambini dai 5 agli 8 anni

La lettura incontra il gioco in un cerchio che tenta di far connettere i bambini con sé stessi per essere disposti poi ad accogliere meglio l’altro. A partire dalle suggestioni offerte dal libro e dai suoi bizzarri personaggi, la ‘ginnastica emotiva’ dei desideri usa la tecnica della discussione guidata come strategia didattica per arrivare alla conoscenza. Del resto, il bello della scoperta è andare in giro a cercare la risposta, più che trovarla o, peggio, farsela dare! Filosofi e psicopedagogisti hanno lungamente trattato questo tema: porsi domande come strumento per raggiungere la conoscenza e per far propria la scoperta, ma soprattutto parlare con gli altri per sviluppare il pensiero critico e la capacità di affrontare i problemi. Confrontarsi significa porre domande a sé stessi e agli altri. È così che abbiamo l’opportunità di negoziare, comprendere l’altro, interpretare le sue parole, verificare di essere stati compresi… tutta buona ginnastica! Il libro dei desideri è un invito ad ascoltarsi, per poi connettersi in modo più forte, sereno e sicuro all’esterno.
Alla fine dell’animazione è prevista un’attività manuale di costruzione di un “libro infinito” che raccolga i desideri di tutti i bambini che, nel tempo, hanno partecipato e parteciperanno.


Sabato 17 e domenica 18 dicembre ore 18.00 e ore 21.00

Teatri d’Imbarco

Crinali
Viaggio teatrale dentro le storie di una comunità

Drammaturgia e regia Nicola Zavagli Beatrice Visibelli

Un viaggio teatrale dentro le storie di una comunità, la nostra comunità. Un lavoro corale che vuole comporre un affresco della Firenze contemporanea vista lungo la direttiva metropolitana: periferia, margine, frontiera, crinale. Spartiacque che si muove verso l’orizzonte di un cambiamento, portando con sé problemi, paure, desideri, conflitti. Un insieme di ritratti, frutto artistico di un laboratorio svolto nella periferia della città, in un’indagine sul campo, a contatto con le associazioni del territorio, tra i quartieri di Brozzi, Le Piagge e San Donnino, alla ricerca di tracce sul senso del vivere in comune. Uno spettacolo che non vuole descrivere a parole, piuttosto fotografare e registrare una comunità. Un’inchiesta raccontata attraverso pillole teatrali e una scrittura creativa che fa tesoro della crossmedialità dei linguaggi scenici.A partire dalle voci dei cittadini, si manifesta la periferia come incubatrice di un profondo senso di comunità nell’epoca della manipolazione dell’informazione. Il “teatro di comunità” dell’Imbarco mette a confronto problematiche e virtù della nostra città, rifacendosi ai modelli pasoliniani di Ragazzi di vita e Comizi d’amore, in un laboratorio che mira a creare drammaturgie originali di teatro-documentario.