TEATRO RAGAZZI

Attenti a Sussi e Biribissi!

Con Marco Natalucci, Vania Rotondi; Costumi Cristian Garbo; Adattamento e Regia Nicola Zavagli.
Durata 50 minuti. Età consigliata: dai 6 anni

Liberamente tratto da Sussi e Biribissi di Collodi Nipote. Un capolavoro della letteratura per ragazzi. Un ricordo indelebile della nostra infanzia. Sussi e Biribissi, coppia comica per antonomasia, il grasso e il magro, il corto e il lungo, elogio delle diversità, fisiche e caratteriali, finché uno si ritroverà nel corpo dell’altro con una di quelle metamorfosi che da sempre svelano il sogno dell’attore e del teatro. Ragazzini svegli e simpaticissimi, terribilmente affascinati dal Viaggio al centro della terra di Jules Verne, che decideranno di intraprendere a loro volta la gloriosa impresa.
Ed eccoli addentrarsi nel misterioso labirinto delle fogne, in compagnia della loro amicizia e curiosità, e del gatto Buricchio che parla più di loro. Cunicoli, cantine, e poi conventi e manicomi, incontrando talpe, topi e frati indignati, inseguiti da guardie inflessibili… Attenti a quei due, alla loro pantagruelica fame e fantasia, al loro umorismo trascinante e irresistibile!

Conoscete Cion Cion Blu?

Di Marco Cappuccini; Con Guido Materi, Vania Rotondi; Scene, Luci e Magie Nicolò Ghio; Costumi Cristian Garbo; Regia Beatrice Visibelli. Durata 45 min. Età consigliata: dai 3 ai 6 anni

Liberamenta tratto da Cion Cion Blu di Pinin Carpi. Cion Cion Blu è un contadino cinese, vestito di BLU e ARANCIONE. Vive con il suo cane BLU, il gatto ARANCIONE il pesce BLUINO sotto un ombrellone piantato nel suo campo di ARANCI. Cion Cion Blu non possiede altro, ed è felice. Un giorno, per una granita all’ARANCIA, l’Imperatore Uei Ming gli racconta la sua storia. Cion Cion Blu si offre di aiutarlo e parte con lui per un lungo viaggio pieno di avventure tra indovinelli, magie e inseguimenti. Una bellissima fiaba che si svolge in una lontana Cina, popolata da una natura rigogliosa e magica, tra buoni e cattivi, umani, animali e creature sovrannaturali. Tante sorprese nel racconto animato delle avventure di Cion Cion Blu e dell’Imperatore che vivranno insieme rocambolesche situazioni; affronteranno rapimenti e combattimenti ma useranno sempre tutto il loro coraggio e la loro bontà d’animo per riportare le cose …al loro ordine!

L’incredibile storia di Lupo e Capra

Con Guido Materi, Valentina Cappelletti; Luci Duccio Bonechi; Costumi Labart di Laura Bartelloni; Scene Sergio Canfailla; Adattamento e regia Vania Rotondi. Durata 45 min. Età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Liberamente ispirato a In una notte di temporale di Yuichi Kimura. Una delicata e profonda parabola sulla diversità e l’amicizia. Per continuare a lottare contro tutti i pregiudizi. Durante una notte buia e tempostosa, fra fulmini e saette, Capra (una capretta piccola e bianca) e Lupo (un lupaccio grande e nero) cercano rifugio in una capanna abbandonata sul pendio di una collina. Prima entra Capra e poi Lupo…ma complice il buio totale della capanna nessuno dei due vede mai l’altro… Credono così di essere in compagnia di un loro simile. E iniziano così a parlarsi e chiacchera dopo chiacchera, tuono dopo tuono…i due si ritroveranno sempre più vicini, e scopriranno di avere tante cose in comune: a tutti e due piace zampettare per le verdi colline, mangiare grandi prelibatezze ma sopratutto a tutti e due hanno una gran paura dei temporali!!! Il temporale finalmente finisce, l’alba sta arrivando…, e Capra e Lupo si salutano dandosi appuntamento per il giorno dopo. Ma cosa succederà alla luce del sole quando scopriranno chi sono veramente?

Il bambino dei tappeti. La vera storia di Iqbal Masih.

Di e Con Giovanni Esposito; Scene e Luci Nicolò Ghio; Costumi Cristian Garbo; Regia Nicola Zavagli. Durata 60 min. Età consigliata: dagli 8 anni

Per la prima volta in teatro la storia vera di Iqbal Masih, il bambino pakistano dodicenne ucciso dalla “mafia dei tappeti” per essersi ribellato a chi lo aveva incatenato nel lavoro al telaio fin dalla più tenera età. Ikbal, venduto a cinque anni, che non sa leggere né scrivere, con l’aiuto di un organizzazione internazionale scappa dai suoi aguzzini e si racconta al mondo. La sua storia diviene il simbolo dello sfruttamento minorile e lui ne pagherà le conseguenze con la vita. Ma Iqbal è un ragazzo coraggioso che ha scelto di combattere per affermare i diritti dei bambini nella sua terra e nel mondo. Iqbal impara a leggere e a scrivere e vorrebbe fare l’avvocato e sogna di aprire una scuola nel suo paese. Grazie a lui si riaccende l’attenzione sui diritti dell’infanzia e il lavoro minorile e saranno liberati dall’inferno del lavoro più di tremila bambini. In Pakistan chiuderanno moltissime fabbriche di tappeti, ma questo non piace a chi ha bisogno di quelle piccole manine manufatturiere, preziose per intrecciare appunto quei bellissimi tappeti spesso presenti nelle nostre case. E il sogno di Iqbal viene interrotto con violenza. Uno spettacolo teatrale per tenere vivo Iqbal e proseguire il suo cammino dando ancora voce a molte sue parole. “Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono le penne e le matite” – Iqbal Masih
LO SPETTACOLO TERMINA CON LA PRESENTAZIONE ANIMATA DELLA CARTA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA

Il ponte di Luciano. Racconti dentro la vita della scuola di Barbiana

Con Giovanni Esposito, Vania Rotondi, Giulia Attucci, Roberto Vergelli, Enrico Melosi e Lorenzo Masi; Costumi Cristian Garbo; Scene e Luci Duccio Bonechi; Adattamento e Regia di Giovanni Esposito in Collaborazione con Fondazione Don Milani. Durata: 70 min. Età consigliata: dagli 8 anni

Ispirato a Il ponte di Luciano a Barbiana di Michele Gesualdi. “Ho un bambino se voi lo vedeste, piangereste tutti, perchè è piccino, uno scricciolino di undici anni, fa un’ora e mezza di strada, solo per venire a scuola. Viene da lontanissimo, con il suo lanternino a petrolio per la notte. Avreste tutti paura a fare la strada di notte che fa lui di notte con la neve.” Anni Cinquanta. Il ponte di Luciano è la storia di un piccolo ponte in mezzo al bosco mugellano, che la scuola di Barbiana voluta da Don Mlani riuscì a far costruire per consentire al piccolo Luciano di attraversare un ruscello per venire a scuola. E’ una storia che ben sintetizza il “tutti per uno”, il simbolo del passaggio dall’emarginazione verso una scuola che libera e inserisce nella vita sociale. I muri, i tavoloni, le sedie, le macchine dell’officina, gli strumenti di lavoro e tutto ciò che ancora si può ammirare nella canonica di Barbiana dove Don Milani operò per alcuni anni investendo in un progetto di scuola assolutamente innovativo, trasudano del motto che fu proprio della scuola di Barbiana: “I care” cioè “mi sta a cuore”. L’intento dello spettacolo è quello di far conoscere ai più giovani attraverso le voci dei protaconisti, uno spaccato straordinario, che emerge dalla profonda campagna mugellana, dove si sviluppò un progetto unico al mondo, conosciuto in tutto il mondo e dal quale oggi forse il mondo dovrebbe prendere esempio per ricostruire una scuola sana, forte e partecipata che venga vissuta da tutti come un privilegio e non un sacrificio inutile dove al centro si ristabilisce il rapporto tra maestro e allievo.

Due amici in guerra

Con Giovanni Esposito e Guido Materi; Scene e Costumi Cristian Garbo. Adattamento e Regia Nicola Zavagli e Giovanni Esposito. Durata: 60 min. Età consigliata: dagli 8 anni

Liberamente tratto dal romanzo di K.Kressmann Taylor Destinatario sconosciuto. Scambi epistolari tra un ebreo e un tedesco uniti da un rapporto di amicizia e di lavoro sullo sfondo della Germania degli anni 30. La progressiva degenerazione degli eventi politici muterà il loro legame fino a farlo sfociare in tragedia. Un’ occasione per osservare tramite uno scambio di lettere la quotidianità di due amici che vissero e pagarono sulla propria pelle la follia degli anni del nazismo. Due amici in guerra parla ai ragazzi con un linguaggio che conoscono: quello della complicità, del legame indissolubile con gli amici e al tempo stesso racconta uno dei momenti storici più complessi e terribili del 900. Speciale Giorno della Memoria.

Metello. lettura scenica

Di Vasco Pratolini Con Beatrice Visibelli, Marco Natalucci, Giovanni Esposito, Giulia Attucci; Scene e Luci Nicolò Ghio; Costumi Cristian Garbo; Regia Nicola Zavagli. Durata: 70 min. Età consigliata dai 12 anni.

Metello è un classico della nostra letteratura. Anzi più che un classico è di un’attualità impressionante. Narra di cose avvenute più di cent’anni fa ma che continuano ad avvenire tutti i giorni e in ogni parte del mondo. C’è la gente che cade e muore dai cantieri edili, in Metello, mentre si costruiscono i quartieri nuovi al di là dell’Arno. Ma c’è la gente che continua a cadere e morire sul lavoro ogni giorno in Italia e nel mondo. E c’è la gente che prova a stringersi l’uno all’altra per ottenere migliori e più sicure condizioni di lavoro, per ottenere il lavoro stesso, per uscire dalla miseria e dal bisogno. E le conquiste sembrano chissà che cosa, mai più ce le toglieranno! E invece ogni generazione deve rifarsi ogni volta il suo cammino di progresso. Tornare agli albori del nascente sindacato quando si formò una coscienza dei diritti nel lavoro, significa ricordare lo straordinario contributo che il movimento sindacale ha dato per la crescita morale e civile dei lavoratori e per la nostra democrazia. Conoscere questo grande patrimonio di memoria e di valori che abbiamo ereditato serve a riflettere sulla nostra Storia.

Il giorno della civetta. lettura scenica

Di Leonardo Sciascia; Con Beatrice Visibelli, Marco Natalucci, Giovanni Esposito,Giulia Attucci; Costumi Cristian Garbo; Regia Nicola Zavagli. In collaborazione con l’Associazione Amici di Sciascia. Durata: 70 min. Età consigliata dai 14 anni.

Si tratta di uno studio sulla struttura del grande romanzo. A quaranta anni esatti dalla sua pubblicazione riesce magistralmente a restituire i nessi, i legami, le doppie verità, gli intrecci dei vari livelli in cui si muove la mafia tra gerarchia politica, amministrativa e giudiziaria. Una costruzione narrativa che segue la tecnica del montaggio cinematografico con rapide ellissi narrative, dialoghi di personaggi anonimi, monologhi nell’ombra. La doppia inchiesta, l’inquinamento delle prove, la rete di protezioni. Una messa in scena del romanzo, mantenendo la scansione esatta delle scene e la voce narrante con la sua lucida e tagliente ironia. La storia di una continua sconfitta della ragione e di coloro che nella sconfitta furono personalmente travolti e annientati.

I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della mafia

Scritto, Diretto e Interpretato da Giovanni Esposito; Scene e Luci Nicolò Ghio; Costumi Cristian Garbo. Durata: 70 min. Età consigliata dai 14 anni.

Tratto dall’omonimo libro di Salvo Palazzolo. Le 16.58 del 19 luglio 1992, una giornata d’estate a Palermo. Comunicazioni radio della polizia: “Centrale, siamo a piazza Giaccheri, abbiamo sentito un forte boato che arrivava dalla Fiera. Forse, è esplosa una bombola di gas. Ci portiamo”. La Volante, con la sirena accesa, impiega non più di due minuti per percorrere via Monte Pellegrino e arrivare in via Mariano d’Amelio. Cominciate a tenere a mente questi minuti. Perché nella storia che stiamo raccontando i minuti sono decisivi, per capire esattamente chi arriva in via d’Amelio, e soprattutto quando, nel momento in cui il commando di Cosa nostra è già andato via e i corpi di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosima e Claudio Traina sono dilaniati… sull’asfalto, sui muri, sui tetti dei palazzi. E tra le urla, le sirene e gli affanni di cittadini, giornalisti e forze dell’ordine, qualcuno ha comunque la lucidità di sottrarre dall’auto del giudice Borsellino la borsa con la famosa agenda rossa. La trattativa tra Stato e mafia è in pieno svolgimento dalla Sicilia alla Toscana attraverso il Lazio e fino alla Lombardia seminando una scia di pezzi mancanti che contengono verità che dovrebbero appartenere a tutti i cittadini.

Blu odissea in viaggio con ulisse

Di Tonino Guerra e Itaca di Costantino Kavafis; Regia e Drammaturgia Miriam Bardini e Patrizia Mazzoni; In Scena Miriam Bardini e Patrizia Mazzoni In Coproduzione con Adarte.
Durata: 60 min. Età consigliata: dagli 8 anni

Suggestioni da Odissea di Omero, Odissea-viaggio del poeta con Ulisse. Un’Odissea visionaria, raccontata partendo dalle suggestioni delle pitture e delle sculture di Tonino Guerra. Immagini e parole accompagnano lo spettatore con leggera ironia dentro il mito, nell’universo del meraviglioso e del mostruoso. Narratori dicono parole che avvolgono, porgendo suggestioni poetiche, creando un’atmosfera di desiderio e voglia di restare dentro le storie narrate. I personaggi prendono corpo e propongono il sapore della guerra, del viaggio, dell’avventura, e il sapore della nostalgia “di casa”. Nel mondo fantastico della poesia epica, a un tratto riconosciamo il mondo reale, odissee contemporanee. La poesia epica s’incontra con le storie dei nostri giorni, sentite nelle notizie dei telegiornali, combinandosi in una strana alchimia che sa di salmastro, di lacrime, di grida, di risate e di silenzio. Il viaggio di Ulisse attraverso lo sterminato blu del mare ignoto, alla ricerca del modo di arrivare a casa sua, si riflette nel viaggio esistenziale di ogni spettatore (sia esso bambino, adolescente, adulto), impegnato nelle prove da superare per crescere, per trovare e riconoscere la propria identità e i propri affetti.

Con gli occhi di Mirò. Facciamo il giro del cielo.

Di e Con Miriam Bardini e Patrizia Mazzoni, In Coproduzione con Adarte
Durata: 60 min. Età consigliata dai 6 anni

Liberamente ispirato ai quadri di Joan Mirò e a Il giro del cielo di Daniel Pennac. Attraverso l’occhio dell’arte è possibile guardare il mondo al di là di ogni pregiudizio, cogliendo nella novità, nella stranezza, nella diversità lo stimolo per una visione allargata del contesto sociale in cui viviamo. Uno “sguardo diverso” che permette a grandi e piccini di porsi nella relazione con l’altro in modo accogliente, curioso, aperto a una convivenza pacifica. Questa è la storia di un bambino che si chiamava Joan Mirò, e che diventò un grande pittore. Un giorno il signor Daniel Pennac, scrittore fantasioso vide i quadri di Mirò…. li guardò a lungo e bene. I suoi occhi s’incantarono come gli occhi di un bambino, e gli venne da inventare una storia. Un dialogo tra un padre e la figlia. Un percorso di ricordi, di domande e risposte, per riflettere sul senso della vita…”la vita vera, la vita viva”.