TEATRO DELLA MEMORIA

Storie di Villa Triste

Con Beatrice Visibelli, Giovanni Esposito, Giulia Attucci, Chiara Martignoni, Francesca Nicodemi, Valentina Testoni, Massimiliano Padelli, Marco Cappuccini, Marico Laudati, Paola Landi, Cristina Baldi; Musiche Vladimiro d’Agostino; Costumi Cristian Garbo; Drammaturgia e Regia di Nicola Zavagli

Per tornare alle radici della nostra libertà.
Il processo alla banda Carità attraverso le voci dei testimoni e la luminosa arringa di Piero Calamandrei. Una delle pagine più incredibili della storia di Firenze durante l’occupazione. “Questo non è uno dei soliti processi. Questa è una pagina della storia d’Italia e del mondo. Tra cinquant’anni anche la vostra sentenza sarà esaminata come documento di un’epoca: questi orrori saranno cancellati e riscattati dalla storia se voi li condannerete, se voi li rinnegherete con la vostra giusta severità” (Piero Calamandrei). Partendo dall’immaginaria ricostruzione del processo alla banda Carità, preso nel suo momento topico dell’arringa di Piero Calamandrei, vengono portati in scena i testimoni di quel tragico periodo, uomini e donne fiorentini che sulla loro pelle, e spesso con la vita, pagarono per i loro grandi ideali di libertà. Le parole di Calamandrei, di profondità sorprendente, grande poesia e valore morale, rimbombano nel pubblico che viene così chiamato a a sentirsi vero giudice di questo processo. ”…la costituzione è un programma, è una rivoluzione promessa, una bandiera caduta nella polvere durante il fascismo e raccolta dalle forze democratiche. Finchè c’è democrazia la storia va avanti ed è storia di libertà…” (Paolo Barile). Queste le parole a conclusione dello spettacolo: parole del grande costituzionalista fiorentino anche lui torturato a Villa Triste, per ricordare che la “grande storia” ci è vicina e che anche la libertà ha avuto un prezzo e difenderla sopra ogni cosa è un valore che non si può ignorare.

Gli Impuniti

Con Beatrice Visibelli, Giovanni Esposito e Giulia Attucci, Marco Cappuccini, Marco Laudati, Vania Rotondi, Valentina Testoni, Chiara Martignoni; Musiche Vladimiro D’Agostino, Costumi Cristian Garbo; Drammaturgia e Regia Nicola Zavagli. In collaborazione Con la Comunità Ebraica di Firenze

Dagli atti del processo a Giovanni Martelloni, capo dell’Ufficio Affari Ebraici di Firenze, responsabile della ricerca e dell’arresto degli ebrei, nonché della confisca sistematica dei loro beni. Attività svolta in collegamento col maggiore Carità, personificazione della violenza più brutale fino alla tortura sui resistenti. Le spogliazioni degli ebrei ad opera di Martelloni furono l’implacabile attuazione di una direttiva politica, ma anche una partecipazione personale sorretta da radicati convincimenti e sentimenti antiebraici, e misero interesse personale. Uno spettacolo che vuole ricostruire la dinamica del processo con i suoi 64 imputati e le infinite e dolorose vicende dei perseguitati, tra fughe, peripezie, umiliazioni e speranze. Per far conoscere una delle pagine più cupe della nostra storia.

C’era la rivolta nel ghetto

Con Beatrice Visibelli; Musiche dal Vivo eseguite dai Musicisti Della Balagan Cafè Orkestar diretta da Enrico Fink; Testo e Regia Nicola Zavagli; In Collaborazione Con la Comunità Ebraica di Firenze

Partendo dalle suggestioni di alcuni libri di Marek Edelman, che di quella rivolta fu il vicecomandante e poi il guardiano della memoria, lo spettacolo racconta la cronaca di quei giorni, e di come un gruppo di ragazzi e ragazze tentò di riscattare la dignità e salvare la vita di un’intera città che si voleva condannata a morte e all’ignominia. Ma racconta anche la vita quotidiana a Varsavia in quel ghetto dove c’era ancora la vita, l’amore, il cinema, la musica, prima delle partenze, dei treni, dell’orrore. Ad accompagnare lo spettacolo, un gruppo di giovani musicisti della Comunità ebraica, diretti dal maestro Enrico Fink. Saranno eseguite musiche della tradizione kletzmer e canzoni di Mordechaj Gebirtig

La Gnora Luna

Di Bené Kedem; con Giovanni Esposito, Giulia Attucci, Marco Cappuccini, Cristina Baldi, Tommaso Eredi, Chiara Martignoni, Marco Laudati, Massimiliano Padelli, Martina Tattini, Valentina Testoni; musiche Vladimiro d’Agostino; regia di Beatrice Visibelli, Nicola Zavagli. In collaborazione Con La Comunità Ebraica di Firenze

Un’acqua cheta versione yiddish; La Gnora Luna, commedia“ghettaiola” in dialetto giudaico – fiorentino, ambientata nella Firenze della metà dell’Ottocento. La Compagnia Teatri d’Imbarco mette in scena la storia vivace e leggera di due giovani sposi alle prese con truffe e quotidiani contrasti, scritta a più mani negli anni trenta da un gruppo di studiosi di rango della comunità ebraica fiorentina, sul filo di memorie non sopite, di personaggi e caratteri vernacolari, in un linguaggio che mischia vecchi termini fiorentini e “fiorentinizza” parole ebraiche: c’è lo “jodio” (il giudeo), la ragazza “impachadita” (da pachad, paura in ebraico), nell’androne buio che univa il vecchio al nuovo ghetto in centro, si sente il “dabberare” (parlare) del venditore di fragranti ”schiccheri” (coccoli). Uno spettacolo garbato e ironico che disegna con umorismo tipi e figure, in un bozzetto teatrale che rende omaggio alla pittura dei Macchiaioli e alle musiche della tradizione yiddish e kletzmer.