RACCONTI PER IMMAGINI E MUSICA

Una pedalata lunga un secolo

Con Giulia Attucci, Cristina Baldi, Andrea Caffaz, Marco Cappuccini, Caterina Carpinella, Laura Chiari, Tommaso Eredi, Giovanni Esposito, Anna Gori, Chiara Martignoni, Giada Medischeschi, Moreno Mearini, Francesca Nicodemi, Massimiliano Padelli, Valentina Testoni. Scene e Luci Fabio De Pasquale; Costumi Cristian Garbo; Scrittura Scenica e Regia Beatrice Visibelli e Nicola Zavagli

Un percorso teatrale nella storia del costume italiano con il ritmo di una lunga e gioiosa pedalata. Un musical emozionante sulla storia d’Italia. Un affresco corale finalizzato alla rivisitazione delle principali vicende del Novecento. Sintetizzato in un’ora e mezza di spettacolo… un secolo di vita italiana. Una ricchissima colonna sonora con oltre venti canzoni di tutte le epoche. Quelle canzoni che hanno segnato la memoria sentimentale del nostro paese e il nostro immaginario collettivo. Una ventina di attori impegnati in più personaggi e caratterizzazioni, con costumi e ruoili a seconda delle varie epoche. Di decennio in decennio. Di generazione in generazione. Di cadute e risalite. Di bombardamenti e rinascite. Non per fare una lezione di storia ma per cogliere spettacolarmente l’umore dei vari decenni, il girotondo del tempo che passa. Mischiando affetto e ironia, l’amaro al buffo, il dolore al riso. Ecco uno scatenato charleston al ritmo di Pippo Pippo nonn lo sa, le ginniche rappresentazioni fasciste, le notti dei bombardamenti, l’Italia divisa in due, la festa per la liberazione, il boogie-woogie… E ancora il boom economico, la Dolce Vita ritrovata, la contestazione, le gonne a fiori, le passerelle dell’alta moda, gli yuppie, il tramonto delle ideologie, i giovani per un’Italia aperta ai colori della pace.

Una spiaggia lunga cent’anni

Con Giulia Attucci, Cristina Baldi, Andrea Caffaz, Marco Cappuccini, Caterina Carpinella, Laura Chiari, Tommaso Eredi, Giovanni Esposito, Anna Gori, Chiara Martignoni, Moreno Mearini, Francesca Nicodemi, Massimiliano Padelli, Valentina Testoni. Musiche a cura Di Vladimiro D’Agostino; Luci Francesco Margarolo; Scrittura Scenica e Regia di Beatrice Visibelli e Nicola Zavagli

La spiaggia, come osservatorio ideale, per cogliere alcune trasformazioni della società italiana nella storia del costume del Novecento. La spiaggia, vista nelle sue graduali e prepotenti metamorfosi, di decennio in decennio. In scena, venti giovani attori, molte splendide canzoni e nessuna parola. Per “giocare” con la storia del costume degli italiani in vacanza al mare. Dieci quadri teatrali come evocazioni poetiche per comporre un divertente affresco corale. Lo spettacolo è anche un percorso nella storia della musica dell’estate. Saranno infatti le canzoni di ogni epoca a scandire, come un metronomo poetico, i vari passaggi di tempo. Quelle canzoni che hanno segnato, grazie alla loro forza evocativa, la memoria delle nostre vacanze e del nostro paese. La spiaggia di notte sarà il naturale palcoscenico per lo spettacolo. Il mare notturno come suggestivo fondale, come specchio lunare in cui riflettere i sentimenti e le emozioni, le gioie e le paure dei piccoli e grandi personaggi che da sempre popolano le nostre spiagge. Dove gli italiani si mostrano quasi sempre mezzi nudi, in mutande. Ma dove la nudità non fa quasi mai dimenticare le distanze di classe, le ricchezze e le povertà. Alla fine, come sempre, la grande Storia, delle tragedie e delle follie, passerà lieve e terribile sulla spiaggia, in quella terra di nessuno, tra le case degli uomini e il mare, tra la loro esistenza quotidiana e i loro sogni, desideri, paure.
Di cadute e risalite, di bombardamenti e rinascite, di amori e di abbandoni, di rituali collettivi e solitudini comuni. Di generazione in generazione. Perché il girotondo del tempo che passa… inventa sempre nuovi modi per farci lo sgambetto e porgerci poi la mano per rialzarci. Uno spettacolo senza parole, o meglio, solo con le parole delle canzoni, per riscoprire del teatro la sua antica virtù di esprimere gli affetti mediante contegni e movenze. Per riavvicinarlo alla forza espressiva del cinema muto. Una colonna sonora con canzoni di tutte le epoche.. Per sposare il ritmo al gesto, la melodia al sentimento, per dare alle immagini teatrali il colore melodico del tempo.